venerdì 30 maggio 2014

Erano le sei e mezza

Che è successo? Chiede la signora del primo piano a quella del terzo piano.

Mah, non lo so, verso le sei e mezza ho sentito buttare voci, poi silenzio e ora tutta questa gente che corre ma non so dove vanno, acchianano verso supra! Talè!! C'è 'a polizia, miiii puru 'ambulanza! E chi fuuuu? Santata Rusulia, succiriu quacchi cosa rossa!!!

Intanto la signora del primo piano e quella de terzo vedono scendere accompagnata da uno sbirro la signora Lucia, quella del quinto piano che non si sente mai, che non butta la spazzatura dal balcone ma la mette nel cassonetto, una cosa assurda!

E quando abbannìa quello del pane o della frutta non si affaccia mai dal finestrone e non cala il panaro, anzi, si dice 'ntò riuni che non ha nemmeno il panaro! Sì, una che parla tischi toschi e che non dà confidenza a nessuno! Però, l'amu 'a diri, è fina elegante ed è tanto per bene, pensate che va pure a messa ogni tanto! 

Intanto arrivano altri poliziotti che accompagnano persone con delle valigette in mano. Tutto il condominio è affacciato nei finestroni, c'è vento e tutte le lenzuola sventolano festose, quelli dei palazzoni vicini venuti a vedere cosa è quel brulichio vociante, un vero "vivamaria"!! Qualcuno alzando il naso all'insù chiede, ma chi succiriu?- allora le signore del condominio con aria d'importanza spiegano - miii ci fu una cosa rossa!! - Una ammazzatina? Vaaaaaaaa ma chi diciiiii, veru? Altri domandano- Ma cu fu? Cu muriu?? Cu 'ammazzò??? Intanto la signora Lucia è sottoposta ad  interrogatorio nell'angusta e buia stanzuccia del vice ispettore, le pale del ventilatore sembrano le ali di una grossa libellula. La signora Lucia le fissa senza distogliere lo sguardo, ma con le palpebre abbassate, mesta e dolente. Ssswwww sssswwww swwwww è il rumore che emettono ma dopo ore ed ore sembra un frastuono. Fa caldo. L'interrogatorio continua e la signora Lucia emette flebilmente una sola frase: erano le sei e mezza, ma senza energia, come stanca, quella frase la stanca e non si capisce il perchè. Prova il poliziotto più anziano, con più esperienza e con più fiuto, lui si sente conoscitore dell'animo umano - Mi dica signora Lucia, perchè l'ha fatto? E lei, senza mai scomporsi e con quella voce atona e monotona ripete per la centesima volta...erano le sei e mezza... Niente non c'è verso, non dice altro! Arriva l'ispettore. subito spazientito da quella lungaggine e da quella mancata risposta in un caso lampante, che si potrebbe chiudere in un paio d'ore questa situazione! Ma quella donnetta, quel tappo di sughero alto mezzo metro, niente, irremovibile, continua a ripetere come un automa: erano le sei e mezza....

Ormai è notte e non è concepibile che quella donnetta esile dall'aria inoffensiva, scialba, con i capelli trasparenti, circa tre fili colorati in casa, di un vago color topo di fogna, continui senza sosta a ripetere quella frase. E più tempo passa e più pare rilassata! Alla fine il commissario in persona arriva accigliato, batte un fragoroso pugno sulla miseranda scrivania del vice ispettore, già di suo in precarie condizioni, e ne compromette definitivamente la struttura. Urla con voce baritonale: fuori la verità, basta con questa commedia!!!! La signora Lucia sobbalza, si alza all'impiedi con aria improvvisamente vivace, con gli occhi saettanti, guarda dritto in faccia il commissario e gli chiede a bruciapelo: lei canta? Il commissario annuisce quasi intimorito e le chiede: e che c'entra? La signora Lucia, animandosi ma allo stesso tempo cominciando a piangere, dice: vede signor ispettore, anche mio marito canta, o meglio...cantava...e giù singhiozzi da strappare l'animo! E allora signora, perchè lo ha accoltellato alla gola? Mi dicono che eravate una coppia unita, come mai lo ha accoltellato?

La signora Lucia, come rassegnata - Vede commissario, io voglio bene a mio marito ma lui il fine settimana quando non è in ufficio resta tappato in casa e come unico hobby ha il canto, canta da baritono e... lei ci pensa? Sabato e domenica con lui in casa che canta, ogni fine settimana! E canta sempre le stesse tre arie, non le cambia mai!! Sono 20 anni che sopporto. Oggi c'era caldo, era domenica e pensavo che come al solito nel pomeriggio alle cinque avrebbe smesso, che saremmo usciti. Con quel caldo era impossibile continuare ad ascoltare quella voce stonata con quelle dita che impazzavano su quei tasti scordati, mi sentivo male, la testa mi doleva e le gocce per stare calma e sopportare erano finite. Alle cinque mi sono detta: tra poco smette, tra poco si riposerà. Tra poco, tra poco, tra poco, poi ho guardato l'orologio appeso in cucina e....erano le sei e mezza!

Alba La Mantia

Pubblicato su: Aperturastrappo